lunedì 23 giugno 2008

se una notte d'inverno un viaggiatore...(alias shopping center day)


Prendendo spunto da un titolo di Italo Calvino ho scritto l'articolo per il supermercato immaginando scenario tra sogno e realtà.

[Se una notte d’inverno un viaggiatore si trovasse a vagabondare tra antichi castelli e tre strani monti troverebbe sicuramente luogo confortevole in cui poter riposare un letto con lenzuola di seta circondato dalla natura.
Durante la notte Morfeo lo porterebbe a visitare luoghi bizzarri attraverso la nebbia del sogno dove i mobili della sua stanza sono fatti di cartone nero e dove le persone raccolgono i frutti della natura circostante per potersi nutrire. Tutte si comportano però come se fosse normale l’essere lì dello strano visitatore.
Forse in questo paese in mezzo alle nuvole chiamato San Marino è cosa di tutti i giorni vedere qualcuno dormire in mezzo alla frutta e verdura che abitualmente consumano gli abitanti?
Anzi, sembrano divertiti da quella situazione così fuori dai loro canoni abituali che osservano curiosi il viaggiatore parlando e ridendo con lui tanto che un interrogativo quasi spontaneo scaturì nella sua mente.
“Sono io che sta sognando loro e questo posto o sono loro che stanno sognando me?”
Incerto sulla risposta non gli rimase altro che farsi trascinare dalla situazione. Stiracchiarsi per bene, fare colazione con un cappuccino, prendere le sue pantofole di cartone e tornare al suo viaggio attraverso altri luoghi da sogno sicuro che nessun altro sarebbe mai stato così strano come San Marino.]


Dopo l'adattamento di Cosimo l'articolo è stato così pubblicato sulla rivista.

[Se una notte d'inverno un viaggiatore si trovasse a vagabondare in una Repubblica antica, dove i castelli stanno appesi a tre montagne, troverebbe sicuramente un letto su cui riposare, coperto da lenzuola di seta, circondato da mobili di cartone nero e immerso nella natura selvaggia. Anestetizzato dalla nebbia del sogno, il nostro viaggiatore riposerebbe placidamente, sotto lo sguardo incuriosito di strani esseri umani che si aggirano attorno al suo giaciglio, raccogliendo frutti e rivolgendogli ora un sorriso, ora una parola.
“Come è possibile che io stia dormendo tra frutta e verdura?”, si domanderebbe il nostro viaggiatore. E ancora, con uno slancio poetico: “Sono io che sto sognando loro o sono loro che stanno sognando me?”
Incapace di darsi una risposta, al nostro viaggiatore non rimarrebbe altro che stiracchiarsi per bene, fare colazione con un cappuccino, prendere le sue pantofole di cartone e riprendere il suo viaggio, lasciando questa Repubblica antica in cui la gente passa così tanto tempo nei centri commerciali da non battere ciglio alla vista di un viaggiatore addormentato nel reparto ortofrutta.]

la valigia del turista

Per l'articolo della valigia del turista il professor Dario Scodeller ha scritto per noi un testo da affiancare all''impaginato con i disegni fatti da Sara.

[Ho trascorso quasi tutto il quarto anno di Architettura a Venezia fotografando valigie.
Un professore con i baffi aveva dato come titolo al suo corso di comunicazioni visive: “Il viaggio e il progetto” e la valigia era uno degli oggetti da indagare. Le prime revisioni furono disastrose.
Non avete capito niente – diceva il professore con i baffi – dovete imparare a raccontare delle storie. Raccontare delle storie: appunto. Stavo delle mattine intere alla stazione ad aspettare, trascurando importantissimi corsi di progettazione in cui si insegnava a disegnare case popolari. Era, a quei tempi, prima che diventasse di moda il museo, un tema obbligato per gli studenti di architettura. Alla stazione aspettavo i viaggiatori con delle valigie particolari. Cercavo, soprattutto, quelle che avevano (già rarissime allora) le etichette degli alberghi appiccicate. Quelle etichette dicevano dei luoghi dove il viaggiatore si era recato e potevano essere degli incipit per possibili storie. Ma le valigie con le etichette erano davvero poche. Finalmente, dopo mattinate di appostamenti, ecco scendere dal treno un signore sui 40 anni, con degli occhiali da sole rettangolari e una valigia completamente ricoperta di etichette. Lo seguo, e lo fotografo. Ecco finalmente l’immagine da cui partire per raccontare una storia. Ma quale storia? Perchè aveva viaggiato così tanto e in tanti luoghi, chi era veramente e soprattutto che cosa conteneva la sua valigia? L’interrogativo era autenticamente letterario, tanto che dominava anche il primo capitolo del libro Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino, pubblicato qualche anno prima. Nel secondo capitolo, il lettore si accorgeva che il libro aveva qualcosa di sbagliato, i sedicesimi erano stati mescolati in rilegatura con quelli di altri libri e la storia iniziale, quella del viaggiatore, si intrecciava con altre storie e con la storia stessa del lettore. Il vero viaggio, sembrava suggerire Calvino, era la lettura. Purtroppo, per quanto mi sforzassi di immaginare una storia, la valigia, per quelli della mia generazione, rimaneva sempre associata a qualcosa di drammatico. Nel settembre del 1969, avevano stabilito le indagini, in un negozio di Padova, veniva venduta la valigia che sarebbe stata abbandonata, con una bomba dentro, sotto un tavolo di una banca in Piazza Fontana a Milano il 12 dicembre di quell’anno disgraziato. Il 2 agosto 1980, alle 10 e 25, qualcuno si stava domandando chi mai avesse dimenticato quella valigia sotto ad un sedile della sala d’aspetto di seconda classe, prima che lui stesso e la stazione di Bologna saltassero in aria. Nei treni, allora come oggi, il terrorismo nascondeva le bombe dentro l’aria familiare e rassicurante delle valigie.
Ma, la storia che non sono riuscito a raccontare allora, posso raccontarla oggi, perchè quel signore con la valigia tutta appiccicata di etichette l’ho incontrato di nuovo, molti anni dopo, un po’ invecchiato, proprio a San Marino, all’albergo Titano, una mattina di fine novembre. Ero sceso a fare colazione
e me lo sono trovato improvvisamente davanti.
Ho riconosciuto subito la valigia. Stava parlando con un signore dell’albergo. Quando si sono appartati in una stanza li ho seguiti. La porta era socchiusa e potevo sentire i loro discorsi. Lui ha aperto la valigia e ha detto che ne aveva una partita nuova, più buona. Dovevano solo accordarsi sul prezzo.
Ho pensato ad un trafficante di droga e all’Hotel Titano come al centro di un traffico internazionale
di stupefacenti. Ho capito di esser in pericolo.
Stavo tornando sui miei passi quando il viaggiatore ha aggiunto: alla lavanda. Alla lavanda? Stava facendo annusare delle saponette al signore dell’albergo il quale ammetteva, senza troppa convinzione che, infondo, alla lavanda potevano andare bene.
Il viaggiatore misterioso era, dunque, un rappresentante di mini saponette per albergo e le etichette sulla sua valigia un paesaggio disegnato da anni di viaggi in alberghi dove non aveva mai dormito. Il viaggiatore misterioso viaggiava per lavoro e se, giù a Dogana, avessero per caso deciso (pare che qualche volta accada) di fargli aprire la valigia, si sarebbe levato nell’aria un profumo di lavanda che avrebbe segnato, per un attimo, olfattivamente, l’indecifrabile confine tra le due Repubbliche.
Per conto mio posso confidarvi che, se aprissero la mia valigia, giù a Dogana, troverebbero le stesse saponette, perchè non c’è souvenir che il viaggiatore ami, a conti fatti, più delle tristissime saponette
da albergo, che donano al viaggio la vertigine della lontananza e alla doccia casalinga la vertigine del viaggio.
Perciò sono convinto che non ci sia souvenir più interessante, più fantastico, più degno di essere ridisegnato, riprogettato, ripensato, della saponetta da albergo.
Certo, questo per quelli che stanno negli alberghi.
Ma per chi non si ferma in albergo, invece, come il nostro viaggiatore di commercio?
– E quella pistola? Cosa ci fa uno come lei con una pistola nella valigia? – Stava chiedendo adesso il signore dell’albergo al nostro viaggiatore...
Ma, questa, è un’altra storia.]

Dario Scodeller

martedì 10 giugno 2008

la borsa del turista 7


Alcuni zoom dei disegni realizzati da Sara per la borsa del turista e l'intera pagina con la disposizione di tutti gli oggetti su traccia della vecchia impaginazione.

shopping center day 4


Una bella mattina, all'apertura del centro commerciale, ci siamo trovate ad allestire una camera da letto nel reparto ortofrutta del supermercato.

Bancali a parte usati alla stregua di un soffice materasso, c'è steto chi ha chiesto "ma sa fet?" e anche chi passava sorridendo senza dire nulla. Cosa normale trovare un letto lì in mezzo no?

Talmente normale che una signora che, tra un monologo e l'altro in dialetto, ha addirittura rimboccato le coperte alla poverina che cercava di farsi un sonnellino contando le angurie.


Cogliamo l'occasione per ringraziare tutto lo staff del Punto Sma di Fiorentino.

martedì 3 giugno 2008

la borsa del turista 6

Women at work durante la borsa del turista..

...mani in alto!!!

...mah chi è?
.......Ah Ah!!


...paura eh?

la borsa del turista 5

Un piccolo giochino: trova le differenze!
1.

2.

3.

la borsa del turista 4



Oggi abbiamo effettuato delle prove di disposizione degli oggetti per la foto della borsa del turista. La prima è in verticale ma in realtà sarebbe in orizzontale con la linea della pagina di mezzo tra la balestra e le candele. La seconda è un esempio di disposizione nella valigia con meno elementi per motivi di spazio. Per lo stesso motivo la katana è rimasta fuori appoggiata tra le due metà della valigia. Nella parte superiore potrebbe essere impaginato il testo scritto dalla prof.ssa Cosenza sugli oggetti "caratteristici" venduti nei negozi di San Marino.

shopping center day 3


Nella location verrà allestita una camera da letto completa di letto, comodino (sveglia+abatjour), scendiletto e pantofole. Tutti gli elementi saranno silhoutte nere stampate e incollate su cartone. Qui sopra il comodino e due esempi di pantofole. Il resto degli elementi è in progress.

shopping center day 2

(Adele - Valentina - Vittoria - Sara)

Sopralluogo ai centri commerciali...durante un momento di relax!
...ed ecco la location che ospiterà il nostro team per la foto dello "shopping center day"...tadan!!!!
Pronte per essere revisionate...