
Prendendo spunto da un titolo di Italo Calvino ho scritto l'articolo per il supermercato immaginando scenario tra sogno e realtà.
[Se una notte d’inverno un viaggiatore
Durante la notte Morfeo lo porterebbe a visitare luoghi bizzarri attraverso la nebbia del sogno dove i mobili della sua stanza sono fatti di cartone nero e dove le persone raccolgono i frutti della natura circostante per potersi nutrire. Tutte si comportano però come se fosse normale l’essere lì dello strano visitatore.
Forse in questo paese in mezzo alle nuvole chiamato San Marino è cosa di tutti i giorni vedere qualcuno dormire in mezzo alla frutta e verdura che abitualmente consumano gli abitanti?
Anzi, sembrano divertiti da quella situazione così fuori dai loro canoni abituali che osservano curiosi il viaggiatore parlando e ridendo con lui tanto che un interrogativo quasi spontaneo scaturì nella sua mente.
“Sono io che sta sognando loro e questo posto o sono loro che stanno sognando me?”
Incerto sulla risposta non gli rimase altro che farsi trascinare dalla situazione. Stiracchiarsi per bene, fare colazione con un cappuccino, prendere le sue pantofole di cartone e tornare al suo viaggio attraverso altri luoghi da sogno sicuro che nessun altro sarebbe mai stato così strano come San Marino.]
Dopo l'adattamento di Cosimo l'articolo è stato così pubblicato sulla rivista.
[Se una notte d'inverno un viaggiatore si trovasse a vagabondare in una Repubblica antica, dove i castelli stanno appesi a tre montagne, troverebbe sicuramente un letto su cui riposare, coperto da lenzuola di seta, circondato da mobili di cartone nero e immerso nella natura selvaggia. Anestetizzato dalla nebbia del sogno, il nostro viaggiatore riposerebbe placidamente, sotto lo sguardo incuriosito di strani esseri umani che si aggirano attorno al suo giaciglio, raccogliendo frutti e rivolgendogli ora un sorriso, ora una parola.
“Come è possibile che io stia dormendo tra frutta e verdura?”, si domanderebbe il nostro viaggiatore. E ancora, con uno slancio poetico: “Sono io che sto sognando loro o sono loro che stanno sognando me?”
Incapace di darsi una risposta, al nostro viaggiatore non rimarrebbe altro che stiracchiarsi per bene, fare colazione con un cappuccino, prendere le sue pantofole di cartone e riprendere il suo viaggio, lasciando questa Repubblica antica in cui la gente passa così tanto tempo nei centri commerciali da non battere ciglio alla vista di un viaggiatore addormentato nel reparto ortofrutta.]
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